Canzoni Yiddish
PARLA PIANO
Parla piano quando parli d'amore,
la nostra giornata estiva appassisce
troppo presto, troppo presto.
Parla piano quando parli d'amore,
il nostro momento è fugace, come navi alla deriva
la corrente ci separa troppo presto.
Parla piano, amore, parla piano.
L'amore è una scintilla persa nel buio
troppo presto, troppo presto.
Io sento ovunque io vada
che il domani è vicino, che il domani è qui,
e sempre troppo presto.
Il tempo è così vecchio e l'amore così breve.
L'amore è oro puro e il tempo è un ladro.
Siamo in ritardo, amore, siamo in ritardo,
il sipario cade, tutto finisce
troppo presto, troppo presto.
Aspetto, amore, aspetto.
Mi parlerai piano, mi parlerai d'amore presto?
Qualche mese fa, grazie a Parole & Musica, andai al concerto/spettacolo di Moni Ovadia, uno degli esponenti più apprezzati nel panorama teatrale attuale. Ebreo di nascita, credo sia vissuto in America ed è lì che è venuto in contatto con la musica dei più grandi compositori ebrei americani (vi ricorda niente il nome Gerschwin e la mitica "Summertime"?).
Quella sera ero con Raffaella, la conduttrice di "Barrio de Tango" ad armeggiare fra i cd in vendita fuori dalla sala: lei acquistò lo struggente e appassionato lavoro di Moni Ovadia, io quello di Lee Colbert.
Credo di aver fatto uno degli acquisti più belli degli ultimi tempi, dopo il cd di Demis Roussos.
Una voce spettacolare, da far venire i brividi! Lee Colbert cantava sul palco e suonava dal vivo il pianoforte come una forsennata. Le note pervadevano l'atmosfera, il teatro, i miei sensi e ho apprezzato lo spettacolo senza dubbio tantissimo, ancor più dopo aver dato l'esame di Storia del Teatro Ebraico (che poi era anche di cultura ebraica in generale) col prof.Alon Altaras, che è anche un ottimo scrittore nonchè traduttore di letteratura israeliana per l'Italia e viceversa.
A parte la versione yiddish di "Summertime" che nel cd è tornata a chiamarsi "Zumertsayt" ho trovato canti di lavoratori misti di influenze jazz, virtuosismi pianistici e vocali della Colbert, ma soprattutto la potenza dei testi... Qualcosa di eccezionale nelle vere e proprie poesie realizzate per storici brani quali "SPEAK LOW" scritta e musicata da Nash/Weill, di cui vi ho riportato la suddetta traduzione in italiano.
Mi piace perchè finalmente fa capire quanto sia importante prendersi un momento di calma nell'amore, ridargli tutta l'importanza che merita: troppo spesso la gente lo considera un passatempo, qualcosa come tutti gli altri, un must da aggiungere alla propria collezione di oggetti al pari del cellulare, o chessò la macchina digitale, i jeans... Invece no!
Avere la persona che si ama accanto vuol dire osservarla come se fosse l'ultimo giorno insieme, anzi il primo. Vuol dire saper aspettare, non correre via portati dalla routine della vita, perchè la persona che ti ama, come dice la canzone, è oro puro e purtroppo il tempo è un gran ladro...
Molto spesso al giorno d'oggi l'amore si esaurisce proprio come una scintilla persa nel buio. Ma io penso che quando è vero e forte sa aspettare e dura nel tempo. Ecco perchè quando si parla d'amore bisogna farlo piano, con tutta la dolcezza del mondo, con gentilezza. Perchè è prezioso. E raro.
Di recente ho scoperto su Radio Montecarlo (radio avversaria o meglio mia complice?) che "Speak Low" era un classico del jazz, ora rivisitato in chiave lounge, che è qualcosa di meraviglioso, parola mia.
Perchè CaMix, per la musica, c'ha naso!!! ;-D




