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Archivio Marzo 2007

dj-set a Ischia

di Dj CaMix (27/03/2007 - 01:43)

Ora che finalmente è possibile visualizzare anche i video, vi faccio vedere una chicca: il mio filmato con dj Albertino sulla spiaggia del Negombo a Ischia nel 2004, insieme a dj Aladino e tutto il team.
Fu un pomeriggio bellissimo, mi sono divertita tantissimo e ho scattato migliaia di foto a raffica, senza motivo, mi sentivo una paparazza!
Il giorno dopo, sull'aliscafo per Napoli, ho ritrovato Albertino e abbiamo fatto una chiacchierata sulle radio universitarie e mi diede l'indirizzo per spedirgli il cd.
Bella storia ragazzi, magari poter riuscire a mettere musica così... ;)
Kick it!

 

.......

di Dj CaMix (24/03/2007 - 01:28)


Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione. Raggiungere la perfezione.

Ma perchè scrivere....a ke serve scrivere? A chi?

letture... e astrazioni

di Dj CaMix (14/03/2007 - 02:19)


In questo brano virtuale potrete ascoltare la mia voce e quella di Raffaella Vigolo nel suo programma "Barrio de Tango" e 10 canzoni al femminile ke hanno fatto parte della mia storia. Il tutto fra le atmosfere calde e colloquiali di un gradevole 8 marzo pomeriggio su Radio FdF.


Vi è mai capitato di aprire un libro, sfogliarlo...e scoprire che non possiede nemmeno una figura?

Un libro senza immagini è come cucinare un merluzzo senza olio-aglio-sale-olive nere-prezzemolo, è come ascoltare Jimi Hendrix senza la sua chitarra, è come annusare le mimose e non percepirne l'intenso e meraviglioso profumo.

Non un colore, un'immagine, una linea nero su bianco che descriva visivamente quello che l'autore vuol far arrivare al proprio lettore, neppure una tabella.
Ecco, quelli sono i libri che a priori scarto rigorosamente dalle mie letture! E la cosa triste è che molti dei testi universitari sono così.
Si lo so, direte: le figure sono più adatte a un target infantile, eppure è proprio là che sono racchiusi i sogni della gente, di chi legge, di chi scrive. Nessuno di noi, credo, sia mai vecchio per questo.

Un giorno avevo un libro d'immagini a me molto caro, di antichi dipinti. Lo consegnai nelle mani di qualcuno perchè lo sfogliasse e partecipasse delle mie stesse emozioni. La prima cosa che fece fu avvicinare le pagine del catalogo al viso e annusarle, in un gesto totalmente istintivo, naturale, spontaneo. Proprio come avrei fatto io, come avrei voluto fare io e che per anni avevo rinunciato a fare. Quella ero io!
("I'll be your mirror", Nico)

Libri su libri...le immagini...i colori...quei profumi...la musica...

Ke freddo...ho lasciato troppo a lungo aperte le finestre della mia casa. Ma ora è giunto il momento di chiuderle per ritrovare la magia dal colore arancione, in cui ero rimasta sospesa a fluttuare.
("Us and Them", Pink Floyd)

Devo dormire.


Siena

di Dj CaMix (04/03/2007 - 15:15)

"Ti ricordi i giorni chiari dell'estate, quando parlavamo fra le passeggiate?"  (Tiromancino, "Due destini")

Siena. Quando arrivai in questa cittadina non ero sicura di niente: del mio passato, del mio futuro, neppure del mio presente. Regnava un grande silenzio mentre osservavo i tetti marroni sotto la pioggia dalla finestra del mio collegio in via del Refugio. Lasciavo i miei amici, con cui avrei voluto mettere su un gruppo itinerante di attori-ballerini-cantanti. Lasciavo la mia famiglia, che mi proponeva uno sforzo almeno fino a Natale, per vedere se l'Università era la mia strada. Scappavo da una storia a cui tenevo tantissimo, ma ad un bivio perchè piena di problemi. Avevo bisogno di ritrovarmi e voglia di ricominciare, buttarmi nello studio per crescere e migliorarmi come non ero riuscita a fare durante i travagliati anni di liceo.

Una volta ero venuta a Siena in gita. Era il 1994. Con le mie compagne di scuola risalivamo le scale dal battistero del Duomo ed io ero estasiata dai colori del marmo, dagli archi gotici che incarnavano la mia passione più forte per quell'arte, vedevo la città nella sua bellezza e grandezza (di certo in confronto al mio paesino minuscolo per me era quasi una metropoli). In quei giorni di viaggi e di mancanza di sonno, una volta ebbi una specie di "visione" di Siena dall'alto, come in una ripresa aerea, e di me stessa, più grande, che abitavo in un appartamentino da sola in quella zona... Qualcosa di incredibile, perchè all'epoca non immaginavo lontanamente di continuare con l'Università, non credevo di andare più lontano di Roma e soprattutto che dopo i primi anni qui, cambiando casa sarei andata a vivere proprio in quella precisa zona!

Ho imparato a vivere Siena e ad amarla quando nel 2003 ho ritrovato completamente me stessa. Si cresce, si cambia, spesso a malincuore ma almeno si comprende cosa non si vuole dalla vita. Tutto il mio mondo era qui: fra i mattoncini medievali e il cielo azzurro che la mia macchina fotografica finalmente ritraeva, in una dimensione di totale astrazione da qualsiasi pensiero che non fosse "me stessa" e ciò che mi piaceva.

Camminavo per le strade alla ricerca di qualcosa (o qualcuno), con la mia musica nelle cuffiette, respirando a pieni polmoni i profumi della natura e del posto, con la macchina fotografica sempre con me e il mio cuore batteva fortissimo! Alcuni giorni ero felice, altri rassegnata, ma senza che mai una speranza si esaurisse. Credo fosse un istinto giovanile positivo, la voglia di guardare al futuro con la sicurezza che sarebbe andato tutto come volevo io. Fotografando quà e là esprimevo ogni mia più piccola sensazione, con fantasia immortalavo lo sguardo di quell'istante, come se plasmassi con forme e colori quello che pensavo, allo stesso modo con cui creavo in radio le dimensioni nelle quali mi trovavo attraverso musica, suoni e parole dei miei programmi.

Siena, la mia passione, la mia dimensione. Dopo aver incontrato la radio e la fotografia ho scoperto dove mi ero persa...e mi sono ritrovata. Ho capito che prima o poi avrei dovuto scegliere, prendere la mia strada. E l'ho fatto. Era qui che volevo stare, la città era come quello che avevo dentro di me, e non mi riferisco alle persone che la abitano. Finalmente non dipendere più dagli stati d'animo di nessuno, star bene anche da sola, sentirsi libera come quando dall'alto del facciatone del Duomo sospinta dal vento tiepido guardo l'intero panorama della città e della campagna, come se fosse un affresco di Lorenzetti!

 ("The sound of silence" Simon & Garfunkel).

Oggi le emozioni che hanno caratterizzato questi anni di introspezione e crescita interiore, si sono lentamente assopite, inaridite. Non so dove mi stia dirigendo e cosa ne sarà di me. Non ho sicurezze, non ho scopi. E' tutto appeso a un filo di cui non mi è dato conoscere inizio e fine, colore, aspetto. Vivo d'emozioni, non posso adeguarmi a questa società. Ecco perchè Siena è il mio luogo ideale, diventata il mio rifugio in quanto città completamente fuori dal contesto e dal tempo.

Forse un giorno mi risveglierò ancora, tornerò a scattare raffiche di foto nel mio silenzio interiore (in realtà ricco di musica) per creare, vivere a pieno la vita, volare... Ma lo deciderà solo il mio cuore. O chi si prende cura di lui.

riflessioni su un volantino

di Dj CaMix (03/03/2007 - 02:55)

("Helmet", disegno di Camilla d'Errico '80)

Questa sera la mia attenzione è stata catalizzata dalla lettura di un volantino e la consueta normalità si è velata di una preoccupazione... Ci riguarda un po' tutti, chi più, chi meno, ma l'argomento è più importante di quanto non sembri (a maggior ragione per chi non si rende conto di essere in effetti dentro a questo problema).

Sapete in pratica cosa diceva? Secondo una ricerca attuata dal Centro Studi del Dipartimento di Farmacologia, l'uso continuato dei media di interconnessione informatica (computer, cellulare, palmare) che ci permettono di entrare giornalmente in contatto con un numero elevato di persone, costringono la nostra mente a usare un tipo di comunicazione veloce, frammentaria e poco approfondita. Sicuramente mezzi utili, ma questo tipo di comunicazione spersonalizza i nostri rapporti e ci porta quindi a difficoltà relazionali profonde.

Possiamo nasconderci dietro la virtualità della comunicazione via testo, ma è artefatta. E le conseguenze di tutto ciò sono depressione o ansia, in altre parole patologie psicologiche!
Non vi nascondo che la cosa mi turba. E mi dispiace sapere persa quella spontaneità e spensieratezza che farebbe così bene poter ritrovare... come i nostri genitori o i nostri nonni, quando a contatto con la natura e la semplicità spesso avevano la giusta chiave per andare avanti con un sorriso, avevano più fantasia, più serenità interiore.

Come non notare ora il desiderio irrefrenabile di controllare le chiamate e i messaggi che ci arrivano sul telefonino, o il giochino sul palmare che sembrerebbe più importante delle persone che stanno intorno a te, che vivono e ti aspettano, o magari l'ultima email che quasi quasi ha il potere di stravolgere la vita!
Sono diventati una maschera, una componente ormai fissa anche nel nostro tempo libero!
Si sente continuamente il bisogno di astrarsi dall'esistenza reale, forse per distaccarsene, lasciandosi rapire da questo vortice virtuale, quasi come nei sogni dei bambini che non vogliono far fronte agli impegni o ammettere di non trovarsi a proprio agio con gli altri.

Senza accorgercene stiamo sostituendo questi media alle altre forme di relazione, limitandoci a rapporti superficiali con chi ci circonda: ma questa è DIPENDENZA. Ciò che provoca è uno stato di necessità, urgenza di chissà cosa, ma soprattutto problemi interpersonali.
Però il punto è che ci illudiamo di poter gestire tutto questo senza conseguenze fisiche e psicologiche, ma l'overload cognitivo che ne deriva sfocia in reazioni del nostro corpo, secondo me giustificate: stress, nervosismo e ipertensione.
Ma dove stiamo andando in questo modo? :(

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