Archivio Marzo 2007
riflessioni su un volantino
di Dj CaMix (03/03/2007 - 02:55)
("Helmet", disegno di Camilla d'Errico '80)
Questa sera la mia attenzione è stata catalizzata dalla lettura di un volantino e la consueta normalità si è velata di una preoccupazione... Ci riguarda un po' tutti, chi più, chi meno, ma l'argomento è più importante di quanto non sembri (a maggior ragione per chi non si rende conto di essere in effetti dentro a questo problema).
Sapete in pratica cosa diceva? Secondo una ricerca attuata dal Centro Studi del Dipartimento di Farmacologia, l'uso continuato dei media di interconnessione informatica (computer, cellulare, palmare) che ci permettono di entrare giornalmente in contatto con un numero elevato di persone, costringono la nostra mente a usare un tipo di comunicazione veloce, frammentaria e poco approfondita. Sicuramente mezzi utili, ma questo tipo di comunicazione spersonalizza i nostri rapporti e ci porta quindi a difficoltà relazionali profonde.
Possiamo nasconderci dietro la virtualità della comunicazione via testo, ma è artefatta. E le conseguenze di tutto ciò sono depressione o ansia, in altre parole patologie psicologiche!
Non vi nascondo che la cosa mi turba. E mi dispiace sapere persa quella spontaneità e spensieratezza che farebbe così bene poter ritrovare... come i nostri genitori o i nostri nonni, quando a contatto con la natura e la semplicità spesso avevano la giusta chiave per andare avanti con un sorriso, avevano più fantasia, più serenità interiore.
Come non notare ora il desiderio irrefrenabile di controllare le chiamate e i messaggi che ci arrivano sul telefonino, o il giochino sul palmare che sembrerebbe più importante delle persone che stanno intorno a te, che vivono e ti aspettano, o magari l'ultima email che quasi quasi ha il potere di stravolgere la vita!
Sono diventati una maschera, una componente ormai fissa anche nel nostro tempo libero!
Si sente continuamente il bisogno di astrarsi dall'esistenza reale, forse per distaccarsene, lasciandosi rapire da questo vortice virtuale, quasi come nei sogni dei bambini che non vogliono far fronte agli impegni o ammettere di non trovarsi a proprio agio con gli altri.
Senza accorgercene stiamo sostituendo questi media alle altre forme di relazione, limitandoci a rapporti superficiali con chi ci circonda: ma questa è DIPENDENZA. Ciò che provoca è uno stato di necessità, urgenza di chissà cosa, ma soprattutto problemi interpersonali.
Però il punto è che ci illudiamo di poter gestire tutto questo senza conseguenze fisiche e psicologiche, ma l'overload cognitivo che ne deriva sfocia in reazioni del nostro corpo, secondo me giustificate: stress, nervosismo e ipertensione.
Ma dove stiamo andando in questo modo? :(
Archivio Marzo 2007




