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Archivio Marzo 2007

Siena

di Dj CaMix (04/03/2007 - 15:15)

"Ti ricordi i giorni chiari dell'estate, quando parlavamo fra le passeggiate?"  (Tiromancino, "Due destini")

Siena. Quando arrivai in questa cittadina non ero sicura di niente: del mio passato, del mio futuro, neppure del mio presente. Regnava un grande silenzio mentre osservavo i tetti marroni sotto la pioggia dalla finestra del mio collegio in via del Refugio. Lasciavo i miei amici, con cui avrei voluto mettere su un gruppo itinerante di attori-ballerini-cantanti. Lasciavo la mia famiglia, che mi proponeva uno sforzo almeno fino a Natale, per vedere se l'Università era la mia strada. Scappavo da una storia a cui tenevo tantissimo, ma ad un bivio perchè piena di problemi. Avevo bisogno di ritrovarmi e voglia di ricominciare, buttarmi nello studio per crescere e migliorarmi come non ero riuscita a fare durante i travagliati anni di liceo.

Una volta ero venuta a Siena in gita. Era il 1994. Con le mie compagne di scuola risalivamo le scale dal battistero del Duomo ed io ero estasiata dai colori del marmo, dagli archi gotici che incarnavano la mia passione più forte per quell'arte, vedevo la città nella sua bellezza e grandezza (di certo in confronto al mio paesino minuscolo per me era quasi una metropoli). In quei giorni di viaggi e di mancanza di sonno, una volta ebbi una specie di "visione" di Siena dall'alto, come in una ripresa aerea, e di me stessa, più grande, che abitavo in un appartamentino da sola in quella zona... Qualcosa di incredibile, perchè all'epoca non immaginavo lontanamente di continuare con l'Università, non credevo di andare più lontano di Roma e soprattutto che dopo i primi anni qui, cambiando casa sarei andata a vivere proprio in quella precisa zona!

Ho imparato a vivere Siena e ad amarla quando nel 2003 ho ritrovato completamente me stessa. Si cresce, si cambia, spesso a malincuore ma almeno si comprende cosa non si vuole dalla vita. Tutto il mio mondo era qui: fra i mattoncini medievali e il cielo azzurro che la mia macchina fotografica finalmente ritraeva, in una dimensione di totale astrazione da qualsiasi pensiero che non fosse "me stessa" e ciò che mi piaceva.

Camminavo per le strade alla ricerca di qualcosa (o qualcuno), con la mia musica nelle cuffiette, respirando a pieni polmoni i profumi della natura e del posto, con la macchina fotografica sempre con me e il mio cuore batteva fortissimo! Alcuni giorni ero felice, altri rassegnata, ma senza che mai una speranza si esaurisse. Credo fosse un istinto giovanile positivo, la voglia di guardare al futuro con la sicurezza che sarebbe andato tutto come volevo io. Fotografando quà e là esprimevo ogni mia più piccola sensazione, con fantasia immortalavo lo sguardo di quell'istante, come se plasmassi con forme e colori quello che pensavo, allo stesso modo con cui creavo in radio le dimensioni nelle quali mi trovavo attraverso musica, suoni e parole dei miei programmi.

Siena, la mia passione, la mia dimensione. Dopo aver incontrato la radio e la fotografia ho scoperto dove mi ero persa...e mi sono ritrovata. Ho capito che prima o poi avrei dovuto scegliere, prendere la mia strada. E l'ho fatto. Era qui che volevo stare, la città era come quello che avevo dentro di me, e non mi riferisco alle persone che la abitano. Finalmente non dipendere più dagli stati d'animo di nessuno, star bene anche da sola, sentirsi libera come quando dall'alto del facciatone del Duomo sospinta dal vento tiepido guardo l'intero panorama della città e della campagna, come se fosse un affresco di Lorenzetti!

 ("The sound of silence" Simon & Garfunkel).

Oggi le emozioni che hanno caratterizzato questi anni di introspezione e crescita interiore, si sono lentamente assopite, inaridite. Non so dove mi stia dirigendo e cosa ne sarà di me. Non ho sicurezze, non ho scopi. E' tutto appeso a un filo di cui non mi è dato conoscere inizio e fine, colore, aspetto. Vivo d'emozioni, non posso adeguarmi a questa società. Ecco perchè Siena è il mio luogo ideale, diventata il mio rifugio in quanto città completamente fuori dal contesto e dal tempo.

Forse un giorno mi risveglierò ancora, tornerò a scattare raffiche di foto nel mio silenzio interiore (in realtà ricco di musica) per creare, vivere a pieno la vita, volare... Ma lo deciderà solo il mio cuore. O chi si prende cura di lui.

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